Comunità energetiche: perché fanno risparmiare?

Il caro bollette è un problema sempre più pesante sulla schiena degli italiani. Le comunità energetiche rappresentano una soluzione concreta e dai benefici immediati, con cui far fronte ai costi in continuo aumento. Inoltre, consentono di seguire il trend internazionale di utilizzo dell’energia rinnovabile per le attività di tutti i giorni.

Ma cosa sono le comunità energetiche e perché consentono di abbassare le bollette?

Comunità energetiche: cosa sono queste entità prosumer?

Si stima che, entro il 2050, 264 milioni di cittadini dell’Unione Europea parteciperanno alla produzione e al consumo di energia in qualità di prosumer. Quindi non saranno più semplici “consumer”, ovvero consumatori, ma saranno protagonisti attivi del processo produttivo, quindi “producer”. Proprio perché saranno contemporaneamente produttori e consumatori della stessa energia si parlerà di prosumer. In realtà, questo termine è già in uso, e attualmente fa specifico riferimento alle comunità energetiche.

Che cos’è la CER? La comunità energetica è un’associazione tra cittadini privati, attività commerciali, pubbliche amministrazioni locali o PMI che condividono almeno un impianto per produrre, autoconsumare e gestire energia da fonti rinnovabili. È una forma energetica collaborativa, che ha tre obiettivi:

  • Creare un sistema di scambio locale per favorire la gestione congiunta
  • Incentivare lo sviluppo sostenibile
  • Ridurre la dipendenza energetica dal sistema elettrico nazionale

Ad esempio, è possibile costituire la comunità energetica di un condominio, di un quartiere o di una comunità agricola.

Regolamentazione della comunità energetica

La comunità energetica rinnovabile prevista dalla Direttiva Europea RED II (2018/2001/UE) è stata regolamentata in Italia dalla conversione in legge del Decreto Milleproroghe 162/2019.

Tale legge stabilisce che l’impianto di produzione deve essere situato nelle vicinanze della comunità energetica di riferimento; non pone limiti, invece, sulla tipologia di tecnologia rinnovabile da adottare. Dobbiamo specificare, a tal proposito, che il fotovoltaico rappresenta sicuramente la tecnologia dal miglior rapporto costi/benefici.

Come funziona la comunità energetica?

Ogni partecipante alla CER deve installare uno smart meter, ossia un contatore intelligente per rilevare, in tempo reale, tutte le informazioni su produzione, consumo, cessione e prelievo dell’energia.

Se la comunità consuma solo una parte dell’energia prodotta può immagazzinare l’energia in sistemi di accumulo e riutilizzarla quando le fonti rinnovabili non sono utilizzabili o quando si verificano dei picchi di richiesta.
L’energia immessa in rete (non consumata), inoltre, può essere ceduta al GSE (Gestione Servizi Energetici) e venduta al prezzo di mercato.

Comunità energetiche: vantaggi

I vantaggi di una comunità energetica si possono riassumere in:

  1. Bollette più basse: più energia si autoconsuma, minori sono i costi delle componenti variabili della bolletta. Ogni membro della comunità mantiene il contratto con il proprio fornitore di energia elettrica, al quale paga la tradizionale bolletta; in compenso, riceve periodicamente dalla propria comunità un importo per la condivisione dei benefici a favore della stessa. Non essendo tassato, tale compenso si trasforma in una riduzione di bolletta.
  2. Costi più bassi e incentivi più alti: aderendo a una CER si ha la possibilità di ottenere le detrazioni fiscali sugli impianti fotovoltaici, che aumentano fino al 110% se si accede al SuperBonus. Inoltre, il GSE applica tariffe speciali per 20 anni sull’energia condivisa.
  3. Benefici per l’ambiente: focalizzarsi sull’autoconsumo di energia significa ridurre la propria impronta ambientale, sia perché si evita di produrre energia da fonti fossili sia perché si riduce l’utilizzo di inquinanti e climalteranti.
  4. Consapevolezza sociale: oltre a consolidare il concetto di condivisione, ogni membro della comunità energetica partecipa attivamente a tutti i processi energetici, non solo per il proprio nucleo familiare, ma per l’intero territorio circostante. Aumenta anche la responsabilità sociale.

Comunità energetiche: esempi

Sono soprattutto Paesi europei come Germania, Danimarca e Paesi Bassi a spiccare per le comunità energetiche già funzionanti. L’Italia, seppur in ritardo, si sta facendo strada con CER dall’enorme potenziale.

Degno di nota la FUNES, in Alto Adige: la partecipazione dei cittadini l’ha reso capace di produrre, 100% rinnovabile, più energia elettrica di quella consumata. L’energia non utilizzata viene immessa nella rete nazionale e i ricavi sono reinvestiti sullo stesso territorio.
Come si traduce tutto ciò per i cittadini membri della FUNES? Sconti in bolletta o investimenti in nuovi impianti.

Altri esempi di comunità energetiche in Italia rilevanti:

  • La WEFORGREN, con 3 impianti fotovoltaici presenti in provincia di Lecce e di Verona, produce energia utile a 1.471 utenze domestiche.
  • La COOPERATIVA ENERGIA POSITIVA, in provincia di Torino, consente ad ogni socio di acquistare le quote degli impianti disponibili e costruire un proprio “impianto virtuale” con cui produrre energia pulita. Il risultato del primo anno? Un risparmio di 350 euro annui su ogni bolletta.
  • La EWERK PRAD, Cooperativa di Prato allo Stelvio, gestisce 17 impianti a fonti rinnovabili.
  • La GREEN COMMUNITY, promossa e supportata dalle cooperative sociali e da enti del terzo settore umbro, è uno degli ultimi grandi progetti italiani, che vuole unire 10 piccole comunità energetiche per sostenere l’Umbria Etrusca.

Si tratta di progetti sostenibili, sociali e di condivisione, che trovano il totale supporto di ALFA, dispositivo indispensabile per controllare i consumi in tempo reale. ALFA è il primo strumento in commercio con cui ottenere dati e informazioni precise sui flussi di energia legati al sistema fotovoltaico. Non solo. Tramite l’app è possibile avere una panoramica completa dei consumi passati e attuali e individuare le fasce orarie in cui il consumo è stato più alto.

Seguire uno stile di vita più sostenibile è facile, se si fa parte di una comunità energetica e si utilizza ALFA.